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Dalla fine degli anni 50 fino ad oggi nei paesi industrializzati si è assistito a un allungamento della vita media, dovuto al miglioramento delle condizioni socioeconomiche e al progresso in medicina.

Questo ha però comportato un netto aumento delle patologie croniche degenerative, tipiche dell’età senile.
Per tale motivo negli ultimi anni la ricerca si è focalizzata sulla relazione tra stile di vita (alimentazione e attività fisica in primis) e insorgenza di tali patologie.

Le malattie cronico-degenerative più diffuse nel mondo industrializzato sono le malattie metaboliche (diabete mellito, obesità, dislipidemie), quelle del sistema cardiovascolare e i tumori.

L’alimentazione riveste un ruolo causale, ma ha sicuramente anche un ruolo preventivo e terapeutico, almeno nelle prime 2 categorie di patologie citate, preventivo ma attualmente non terapeutico nei tumori.

La dieta interagisce poi con altri fattori quali l’attività fisica, lo stress, il fumo, l’alcol e l’assunzione di farmaci.
Fare prevenzione significa modificare tali fattori di rischio determinanti delle malattie croniche.

Quali sono allora le indicazioni nutrizionali e dietetiche consigliate per la prevenzione delle malattie cronico degenerative?

Innanzitutto c’è da dire che non esistono schemi dietetici diversi per le diverse patologie, ma esiste un’unica corretta sana alimentazione.

Infatti seguire una alimentazione corretta e attività fisica costante porta non solo alla riduzione del peso corporeo ma anche alla modificazione dei livelli di lipidi circolanti (colesterolo, trigliceridi), alla riduzione della pressione arteriosa e alla prevenzione del diabete mellito di tipo 2, nonché un minor rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e un’aumentata sopravvivenza.

Per corretta alimentazione si intende una alimentazione che segua i principi della dieta mediterranea, che ha il dono, rispetto ad altre diete forse più alla moda, di estrema varietà alimentare con una ripartizione del totale calorico che prevede 50-65% di carboidrati, fino al 30% dei grassi e il rimanente 10-20% da ripartire tra proteine di origine alimentare e vegetale.

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